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	<title>News Agricobi Archivi - COBI Farm®</title>
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	<description>Agricobi™ &#124; Il negozio del tuo contadino</description>
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		<title>I borghi più belli d&#8217;italia spingono il turismo gastronomico</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/i-borghi-piu-belli-ditalia-spingono-il-turismo-gastronomico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2018 23:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I piccoli comuni sotto i 5mila abitanti producono il 92% delle specialità enogastronomiche nazionali, grazie alle loro imprese agricole.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h1>I BORGHI PIÙ BELLI D&#8217;ITALIA SPINGONO IL TURISMO GASTRONOMICO</h1>
<p>              I <strong>borghi d’Italia</strong> fanno da traino al <strong>turismo enogastronomico</strong> che ha raggiunto la cifra record di <strong>5 miliardi di euro</strong>, alimentato dalle specialità tipiche che costituiscono il principale motore della vacanza Made in Italy.</p>
<p>Per il <strong>triennio 2018-2020</strong> ne sono stati scelti <strong>227</strong>, di cui <strong>19</strong> sono delle <strong>new entry</strong>, molte delle quali note soprattutto per le <strong>specialità enogastronomiche</strong>che vi si producono.</p>
<h5>I PICCOLI BORGHI, PROMOSSI E TUTELATI</h5>
<p>Non deve dunque sorprendere se nei i <strong>piccoli comuni</strong> sotto i 5mila abitanti si produce il <strong>92% delle specialità enogastronomiche nazionali</strong>, dalle quali dipende gran parte della <strong>leadership italiana in Europa</strong>, con il sistema della <strong>qualità alimentare Made in Italy (Dop/Igp) </strong>che sviluppa un fatturato annuo al consumo di quasi 14 miliardi, dei quali circa 4 miliardi realizzati sul mercato estero.<br />
Un <strong>patrimonio</strong> conservato nel tempo, grazie alle <strong>imprese agricole</strong> che assicurano un impegno quotidiano per assicurare la <strong>salvaguardia delle colture agricole storiche</strong>, la <strong>tutela del territorio</strong> dal dissesto idrogeologico e il <strong>mantenimento delle tradizioni alimentari</strong>.</p>
<p>Questi <strong>piccoli borghi</strong> sono una <strong>risorsa custodita</strong> fuori dai tradizionali circuiti turistici, che potrà ora essere finalmente <strong>tutelata</strong> e <strong>promossa</strong> grazie alla nuova <strong>legge n.158/17</strong> che contiene misure per il <strong>sostegno e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico</strong> dei piccoli borghi.</p>
<h5>QUALCHE PICCOLO BORGO E SPECIALITA&#8217;</h5>
<p>Se <strong>Gavi</strong>, in Piemonte, dà il nome al <strong>prestigioso vino bianco Gavi Doc e Docg</strong>, <strong>Gressoney Saint Jean</strong> (Valle d’Aosta) è nota per la <strong>Toma di Gressoney</strong>, un formaggio da alpeggio che si produce soltanto nei mesi estivi.<br />
<strong>Lama dei Peligni</strong>, incastonata tra le montagne abruzzesi, è nota per le sua <strong>Sfogliatelle di Lama,</strong> a base di marmellata di fragole e di amarene, noci e mosto cotto; c&#8217;è anche <strong>Pizzighettone</strong>, in Lombardia, con la nota sagra della <strong>Tripa di San Basian</strong> e a <strong>Vernasca</strong>, in provincia di Piacenza si trova il borgo incastellato di Vigoleno dove si realizza “<strong>Il Vin Santo di Vigoleno</strong>” che si <strong>contende</strong> il titolo della <strong>più piccola Doc d’Italia</strong> con il <strong>vino Loazzolo</strong>, realizzato esclusivamente nell’omonimo paesino dell’<strong>Astigiano</strong>, grazie ad una situazione geografica eccezionale, beneficia di un microclima unico e speciale.<br />
Ci sono anche prodotti gastronomici le cui origini si perdono nella storia e si legano ad antiche tradizioni religiose come la <strong>molisana treccia di Santa Croce di Magliano</strong> che, in occasione delle feste della Madonna dell’Incoronata e del Patrono San Giacomo, viene messa a tracolla durante i riti e successivamente consumata in allegria come ottimo formaggio.<br />
E, infine, sono tipiche di piccoli comuni, come quello di <strong>Storo</strong> alcune produzioni che per secoli hanno rappresentato la base dell’alimentazione e garantito la sopravvivenza di generazioni di trentini: la <strong>farina gialla</strong> realizzata attraverso la macinatura a pietra del mais coltivato nella Valle del Chiese.   </p>
<hr />
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		<item>
		<title>Lavoro, nel 2018 è boom giovani agricoltori</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/lavoro-nel-2018-e-boom-giovani-agricoltori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 22:22:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=13184</guid>

					<description><![CDATA[<p> Con la tecnologia e l’innovazione delle startup, l’agricoltura attrae i giovani, i veri protagonisti del cambiamento.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h1><strong> Lavoro, nel 2018 è boom giovani agricoltori</strong></h1>
<p>              Cresce sempre di più il numero di <strong>imprese agricole italiane</strong> condotte da <strong>under 35</strong> che vedono nel cibo <strong>Made in Italy</strong> nuove e interessanti prospettive di futuro dai campi alla tavola, portando l’<strong>Italia </strong>al vertice in <strong>Europa</strong> per numero di aziende condotte da giovani.</p>
<h5><strong>I GIOVANI, RISULTATI SOPRA LA MEDIA</strong></h5>
<p>I giovani, prima e meglio di altri, hanno capito che l’Italia per crescere deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina e che hanno permesso all’export agroalimentare italiano di toccare la storica soglia di 41 miliardi di euro nell’ultimo anno.<br />
Il risultato è che le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più.<br />
La presenza degli under 35, inoltre, ha di fatto <strong>rivoluzionato</strong> il <strong>lavoro</strong> in <strong>campagna</strong> dove il 70% delle imprese giovani opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.</p>
<h5><strong>IL BILANCIO E&#8217; POSITIVO</strong></h5>
<p>Nello scorso anno in Italia sono nate circa 300 imprese giovanili al giorno lungo tutta la penisola (circa 110mila), pari al 30,5% di tutte le imprese iscritte nel 2017. Roma (8.276), Napoli (7.073), Milano (5.594) e Torino (3.312) i territori con il maggior numero di imprese giovani iscritte nel 2017, ma sono al Centro Sud i territori dove i giovani pesano di più sul totale delle nuove imprese, Nuoro (44%), Crotone (42,2%), Reggio Calabria (41,9%), Vibo Valentia (41,1%) ed Enna (41%).<br />
<strong>Bilancio</strong> dunque <strong>positivo</strong> per le imprese giovani in agricoltura: crescono, risollevano territori, rilanciano o inventano produzioni.<br />
E creano occupazione, soprattutto al Sud.</p>
<p>In Italia, insomma, l’<strong>agricoltura attrae i giovani</strong>.</p>
<h5><strong>I GIOVANI E LE START UP</strong></h5>
<p>Negli ultimi 15 anni l’agricoltura italiana è cambiata tantissimo, grazie alla tecnologia e all’innovazione delle startup: i giovani sono i veri protagonisti di questo cambiamento.<br />
A proposito di startup e giovani, di seguito una sintesi di 7 storie in cui l&#8217;originalità e creatività fanno la differenza.</p>
<p>1) Bernardino Nardelli, 32 anni, ha creato una salsa ketchup naturale e l’ha esportata anche negli States. Il suo motto? Gli italiani lo fanno meglio.</p>
<p>2) Mariangela Stoppini, 28 anni, “agripasticciera”, propone kit a base di nocciole per realizzare in casa piatti dolci e salati. Vuole creare un polo della nocciola in Umbria.</p>
<p>3) Francesco Rizzo, 30 anni, e Antonio Braico, 35 anni, hanno trasformato le loro clementine calabre in snack da distributore delle merende.</p>
<p>4) Marika Socci, 31 anni, dopo un licenziamento, si è messa a produrre un vino speciale con grappoli ghiacciati.</p>
<p>5) Giuseppe Giaccio, 32 anni, trasforma la mela annurca in un ingrediente per l’industria nutraceutica, anticolesterolo e anticaduta capelli.</p>
<p>6) Francesco Lipari, 37 anni, ha creato un orto interattivo e musicale, che reagisce alle emozioni di chi lo visita e agli stimoli esterni.</p>
<p>7) Gaetano Carboni, 40 anni, ha creato nella sua azienda agricola un centro culturale e artistico. C’è persino una radio contadina, che trasmette tra i rami di un albero.   </p>
<hr />
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		<item>
		<title>Agricoltura Italiana la più green d&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/agricoltura-italiana-la-piu-green-deuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Feb 2018 23:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=13155</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa con numerosi primati e nuovi mestieri; un percorso reso possibile grazie alla legge di orientamento.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h1><strong>Agricoltura Italiana la più green d&#8217;Europa</strong></h1>
<p>              L’<strong>agricoltura italiana</strong> è diventata l<strong>a più green d’Europa</strong> con il maggior numero di <strong>certificazioni alimentari</strong> a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine <strong>Dop/Igp</strong>, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati.<br />
È quanto afferma la Coldiretti che ha collaborato alla realizzazione del rapporto GreenItaly 2016.<br />
E se questo non bastasse, l&#8217;Italia ha deciso di non coltivare organismi geneticamente modificati, come invece avviene in 23 Paesi sui 28 dell’Unione Europea; ma non solo: in tre anni sono aumentate di sette volte le <strong>aziende agricole che producono energie rinnovabili</strong> (+603% per cento) e sono praticamente raddoppiate quelle che <strong>trasformano direttamente i loro prodotti</strong>(+97,8%).</p>
<h5><strong>I PRIMATI, TUTTI ITALIANI</strong></h5>
<ul>
<li>Con 814 tonnellate per ogni milione di euro prodotto dal settore, non solo l’<strong>agricoltura italiana emette il 35% di gas serra in meno della media Ue</strong>, ma fa decisamente meglio di Spagna (il 12% in meno), Francia (35%), Germania (39%) e Regno Unito (il 58% di gas serra in meno).</li>
<li>L’Italia è al <strong>vertice della sicurezza alimentare mondiale</strong>: siamo il paese con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici (0,2%, un terzo in meno rispetto all’anno prima), quota inferiore di quasi 10 volte rispetto alla media europea (1,9%, aumentati di circa un terzo rispetto all’anno prima) e di oltre 30 volte quella dei prodotti extracomunitari (6,3%).</li>
<li>L’Italia è il primo paese europeo per numero di <strong>agricoltori biologici</strong>. Con 43.852 imprese biologiche (il 17% di quelli europei) siamo i campioni europei del settore, seguiti dalla Spagna (30.462 imprese, 12% dell’Ue) e Polonia (25.944, 10% di quello europeo).</li>
<li>L’Italia è l’unico Paese al mondo con <strong>4.965 prodotti alimentari tradizionali regionali</strong>, 285 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg.</li>
<li>L’Italia dispone della più ampia rete di fattorie e mercati degli agricoltori in vendita diretta a <strong>chilometri zero</strong> che abbatte l’inquinamento ambientale per i trasporti che non ha eguali negli altri Paesi dell’Unione e nel mondo.</li>
<li>L’Italia detiene inoltre il <strong>record europeo della biodiversità</strong>, con 55.600 specie animali pari al 30% delle specie europee e 7.636 specie vegetali; un primato raggiunto anche grazie alla presenza in Italia di ben <strong>871 parchi e aree naturali protette</strong> che coprono il 10 per cento del territorio nazionale.</li>
</ul>
<h5><strong>DALLA FARM ADOPTION ALL&#8217;AGRICHEF, I NUOVI MESTIERI GREEN.</strong></h5>
<p>I <strong>nuovi mestieri</strong> legati all’<strong>agricoltura</strong> sono cresciuti del 48% in tre anni, mentre sono salite a 113mila le aziende “multifunzionali”; questi numeri consentono di creare nuove opportunità di lavoro e impresa.<br />
Un esempio è la “<strong>farm adoption</strong>”, che dà la possibilità di adottare animali a rischio di estinzione anche in diretta web; arriva anche l&#8217;<strong>agrichef</strong>, che usa “ingredienti sapientemente custoditi da generazioni”.</p>
<p>Un percorso reso possibile dal grande sforzo di rinnovamento dell’agricoltura italiana avvenuto grazie alla <strong>legge di orientamento</strong> (la numero 228 del 18 maggio 2001) ed approvata esattamente 15 anni fa; una vera <strong>rivoluzione</strong>dell’agricoltura italiana quindi, che ha allargato i confini dell’imprenditorialità aprendo a nuove opportunità occupazionali nella tutela ambientale, nel risparmio energetico, nelle attività sociali, nella trasformazione aziendale e nella vendita diretta, a difesa e promozione della biodiversità.   </p>
<hr />
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		<item>
		<title>Imprese nate nel cuneese: da Satispay all&#8217;Azienda Agricola Erik Besso</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/imprese-nate-nel-cuneese-satispay-azienda-agricola-erik-besso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 22:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=13150</guid>

					<description><![CDATA[<p>Satispay ed Erik Besso: grazie all'imprenditoria giovanile come la loro, il tessuto imprenditoriale cuneese è rimasto stabile.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h1>Imprese nate nel cuneese: da Satispay all&#8217;Azienda Agricola Erik Besso</h1>
<h5><strong>IMPRESE UNDER 35</strong></h5>
<p>I <strong>giovani</strong> scommettono su se stessi, anche in questo momento economico non facile: <strong>1 nuova impresa su 3</strong> è <strong>under 35</strong> ; questo, grazie proprio all&#8217;imprenditoria giovanile che ha permesso al tessuto imprenditoriale cuneese di rimanere stabile.</p>
<h5><strong>ANCHE IL SETTORE AGRICOLO</strong></h5>
<p>In particolare è <strong>il ritorno alla terra</strong> a colpire; le aziende giovanili nel settore agricolo si caratterizzano per un indice di sopravvivenza superiore alla media (87,3%), per un numero notevole di nuove iscrizioni (9,3%) e per un incremento significativo delle attività nell’ultimo anno considerato (+453%).<br />
Tra tutte le aziende giovani attive al 31 dicembre, il 20,7% lavora nell’agricoltura, il 19,9% nel commercio e il 23,6% in altri servizi.</p>
<h2><strong>SATISPAY ED ERIK BESSO, ESEMPI CUNEESI</strong></h2>
<h5><strong>SATISPAY</strong></h5>
<p>Dall&#8217;intuizione e il coraggio di tre ragazzi di Cuneo è nato un gruppo capace di raccogliere milioni di euro di investimenti e di imporsi nel mondo dei pagamenti via telefono.</p>
<p><a href="https://www.satispay.com/it/">Satispay</a> è l’impresa fondata nel 2013 da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta; i tre nel 2015 sviluppano e lanciano questa app per cellulari che permette di pagare di tutto, dal caffè al bar all’acquisto in boutique, con un click sul cellulare.</p>
<p><a href="https://www.satispay.com/it/">Satispay</a> è un nuovo network di pagamento alternativo ai circuiti tradizionali di carte di credito e debito indipendente da banche e operatori.</p>
<p>La loro innovazione è partita da Cuneo, una provincia sempre in prima linea nella sperimentazione delle nuove opportunità.</p>
<blockquote><p>&#8220;È stato di certo un laboratorio importante: aver iniziato a sviluppare l’idea sul nostro territorio ci ha dato un grande vantaggio perché abbiamo trovato fin da subito grande interesse e apertura da parte delle istituzioni locali e dei cittadini.<br />
Cuneo è stata super ricettiva. Lì abbiamo trovato anche un’amministrazione comunale davvero sensibile, guidata dal sindaco Federico Borgna, che ha saputo subito capire tutte le declinazioni di Satispay anche per i servizi pubblici.&#8221;</p></blockquote>
<p>Oggi funziona in tutta Europa ed è diventata uno strumento di pagamento utilizzato quotidianamente da 120 mila persone.</p>
<h5><strong>L&#8217;AZIENDA AGRICOLA ERIK BESSO E COBIFARM</strong></h5>
<p>Cobi Farm è un innovativo progetto imprenditoriale fondato dai giovani piemontesi Erik Besso e Simone Besso, insieme ad altri due soci; l’imprenditore cuneese di Sanfront (Cn) è partito da zero, coltivando la terra del nonno.<br />
Ora è a capo, con la famiglia, di una rete in franchising di otto negozi di frutta e verdura a Torino; in soli quattro anni, come riporta un articolo su Repubblica, si sono inventati un business da oltre 2 milioni di euro, che dà lavoro a più di 40 persone, tutte, o quasi under 35, gestendo il Marchio Agricobi dei negozi.</p>
<p>La realtà che gestisce il marchio Agricobi è Cobi Farm, un progetto dinamico e innovativo che si occupa della gestione dei fornitori, marketing e comunicazione dei negozi e della scelta delle migliori aziende agricole del territorio e delle zone più vocate d’Italia.</p>
<p>Oltre a frutta e verdura di prima gamma, nei punti vendita Agricobi si trova anche un assortimento di prodotti di quarta gamma di propria produzione, e poi ancora una selezione di prodotti caseari e di panetteria, salumeria e gastronomia, bevande e succhi biologici; l’assortimento medio di un punto vendita conta circa 250 referenze.</p>
<blockquote><p>“Avevo 26 dipendenti e il lavoro era difficile ormai da gestire, continuando a fare l’agricoltore. Così ho affidato ai migliori i punti vendita già avviati, che ora sono gestiti come un franchising, così come gli altri negozi che sono stati aperti nel frattempo .<br />
La nostra è una filosofia improntata sul naturale, sulla ricerca del gusto e della qualità. Siamo una dispensa di quartiere, la nostra è filiera cortissima, il passaggio tra l’azienda agricola e il consumatore è diretto”.</p></blockquote>
<p><strong>Dal produttore al consumatore (presto pagando dal telefono in sicurezza)</strong><br />
Ampia scelta di prodotti di stagione selezionati, tutti contrassegnati con indicatore di provenienza; con la loro idea hanno centrato appieno l’obiettivo di portare in una grande città come Torino il concetto di “km0”, adattandosi anche a quelle che possono essere le esigenze della vita cittadina.<br />
Hanno puntato alla filiera diretta, il consumatore apprezza che ciò che compra e mangia provenga direttamente dalle nostre coltivazioni; tutto senza uso di diserbo e pesticidi.<br />
E presto sarà possibile pagare anche dal proprio smartphone in tutta sicurezza nei negozi Agricobi con Satispay, l&#8217;app per le transazioni online, nata appunto dall&#8217;azienda cuneese menzionata prima.   </p>
<hr />
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		<title>Consumi, 1/4 della spesa degli italiani in frutta e verdura.</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/consumi-un-quarto-della-spesa-degli-italiani-in-frutta-e-verdura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 21:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=13136</guid>

					<description><![CDATA[<p>1/4 della spesa degli italiani in frutta e verdura, un occhio agli sprechi e meglio se comprata dal contadino.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h1>Consumi, 1/4 della spesa degli italiani in frutta e verdura.</h1>
<h5>ITALIANI ATTENTI</h5>
<p>Gli italiani iniziano a comprendere l’importanza dell’alimentazione per la salute e di conseguenza, in base ai dati registrati nel 2017, <strong>aumenta il consumo</strong>di frutta e verdura.<br />
L’andamento positivo dei consumi è spinto soprattutto alle preferenze alimentari dei <strong>giovani </strong>che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola.</p>
<h5>FRUTTA E VERDURA IN NUMERI, MA NON SOLO</h5>
<p>Dai dati diffusi da Coldiretti, l&#8217;aumento dei consumi nel 2017 è pari a circa 8,5 milioni di tonnellate, ossia superiore del 3 % all’anno precedente.</p>
<p>Il risultato è che la <strong>frutta e verdura</strong> è la <strong>principale voce di spesa degli italiani</strong>per un importo di 102,33 euro a famiglia che è pari a circa ¼ del totale (23%).<br />
Una tendenza che però cambia anche i criteri di scelta degli acquisti: secondo lo studio del Crea, Alimenti e Nutrizione, il 64% dei consumatori ritiene che la <strong>freschezza</strong> sia l’elemento principale nell’acquisto delle verdure, seguito dalla <strong>stagionalità</strong> (51,4%) e dal <strong>prezzo conveniente</strong> (31,7%).</p>
<p>E ci sono anche determinate tipologie di frutta e ortaggi che emergono rispetto ad altre: <strong>le mele</strong> sono il <strong>frutto più consumato</strong> dagli italiani , seguite poi dalle <strong>arance</strong>; mentre tra gli ortaggi, salgono invece sul podio dei preferiti dagli italiani nell’ordine le <strong>patate</strong>, i <strong>pomodori</strong> e le <strong>insalate/indivie</strong>.</p>
<p>Il cambiamento degli stili di vita ha fatto lievitare la domanda di cibi più genuini come l’<strong>ortofrutta</strong>, che ha conquistato la base della piramide alimentare, con un consumo consigliato di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.</p>
<p>Tra i giovani aumenta anche il consumo di smoothies e frullati, consumati a casa o al bar, grazie anche al proliferare di tecnologie casalinghe a basso costo come le centrifughe e i robot da cucina.</p>
<h5>MA ATTENZIONE AGLI SPRECHI</h5>
<p>Sul commercio di frutta e verdura continuano però a pesare molto gli <strong>sprechi</strong>dovuti soprattutto alla deperibilità del prodotto con una stima di quasi 1 frutto su 4 che finisce nel bidone nel percorso dal campo alla tavola.</p>
<p><strong>Come ovviare a questo problema? </strong><br />
Acquistando frutta e verdura in minor quantità e più spesso, saper scegliere il giusto grado di maturazione dei prodotti agricoli e acquistando prodotti interi che si conservano più a lungo.<br />
Non è un caso che la verdura comperata direttamente dal <strong>contadino</strong> dura fino ad una settimana in più non dovendo affrontare lunghe distanze per il trasporto prima di arrivare nel punto di vendita.</p>
<p><strong>E allora, perchè non affidarsi al negozio agricobi più vicino?</strong><br />
Agricobi<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> è sinonimo di filiera corta, dal contadino direttamente al consumatore tramite i nostri negozi.</p>
<p>Passate a trovarci.   </p>
<hr />
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			</item>
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		<title>Influenza, 6 su 10 attenti a tavola con rimedi della nonna</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/influenza-e-rimedi-della-nonna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 23:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=13122</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oltre 3 milioni di Italiani a letto con l'influenza, per prevenirla o addirittura combatterla 6 Italiani su 10 si affidano ai rimedi della nonna.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h1><strong>Influenza, 6 su 10 attenti a tavola con rimedi della nonna</strong></h1>
<p>              Più di sei italiani su dieci (62%) si difendono dall’influenza a tavola , seguendo una dieta adeguata e mangiando gli alimenti giusti per rafforzare l’organismo e prevenire i malanni. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei risultati dell’indagine condotta sul sito <a href="http://www.coldiretti.it/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.coldiretti.it</a></p>
<p><strong>E gli altri?</strong><br />
Un 14% ha preferito vaccinarsi, mentre un 11% si tutela prendendo medicine e integratori, un 6% evita i luoghi affollati e un restante 5% ricorre ad altri metodi.</p>
<h5>Milioni di Italiani a letto per influenza, i rimedi della nonna</h5>
<p>Sono saliti oltre i 3 milioni di italiani messi a letto dall’influenza; la fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni , segue la fascia 5-14 anni l’incidenza, poi i giovani adulti e infine gli anziani.</p>
<p><strong>I RIMEDI</strong><br />
Se contro<strong> mal di gola</strong> si consiglia di fare gargarismi con succo di due limoni diluiti in mezzo bicchiere d’acqua e sale, in caso di <strong>gola infiammata </strong>è bene fare degli sciacqui con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco, oppure con 6 cucchiai di aceto di mele aggiunto a mezzo bicchiere di acqua.<br />
Per la<strong> raucedine</strong> il toccasana è un centrifugato di carote fresche e un cucchiaino di miele da bere durante la giornata; mentre per la <strong>tosse</strong> può essere sedata bevendo il succo di un limone con un cucchiaio di miele.<br />
Contro il <strong>raffreddore</strong> tagliare un limone in due, versarne un po’ di succo nel palmo della mano e aspirarne il succo; e se si aggiungono <strong>problemi bronchiali</strong> i nonni contadini preparavano un decotto con 2 o 3 cucchiai di semi di lino, acqua e mezzo bicchiere di vino rosso fatti bollire per 2 o 3 minuti. Il tutto va versato su una salvietta di cotone o di lino da piegare e mettere sul petto, lasciandolo fino a quando diventerà freddo.</p>
<p>E per la <strong>convalescenza</strong>? Mangiare pomodori crudi molto maturi o berne il succo aiuta a tornare presto in forma.</p>
<p><strong>PREVENIRE</strong><br />
E’ scientificamente provato che una corretta dieta a base di <strong>vitamina C</strong> e <strong>sali minerali</strong> sia una validissima alleata contro le malattie da raffreddamento e non c’è dubbio che l’alto contenuto di questa vitamina negli agrumi e nei kiwi ha un effetto benefico contro le scorie (radicali liberi) che “annientano” l’organismo e che sono prodotte, proprio dal nostro corpo, in grandi quantità proprio nel periodo invernale.</p>
<p>Inoltre, aumentare le calorie consumate iniziando la mattina con <strong>latte</strong>, <strong>miele</strong> o <strong>marmellata</strong> e portando poi a tavola soprattutto <strong>zuppe, </strong>verdure<strong>,</strong> legumi<strong> e </strong>frutta**, aiuta a rafforzare, con l’apporto di vitamine, le difese immunitarie dal rischio dell’insorgenza dell’influenza favorita dal freddo gelido.</p>
<p>Per sconfiggere l’influenza non devono mancare<strong> latte</strong>, <strong>uova</strong> e alimenti ricchi di elementi <strong>probiotici</strong> quali yogurt e formaggi come il parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l’aglio, che contiene una sostanza, l’allicina, particolarmente attiva nella prevenzione.</p>
<p>Fondamentale è assumere <strong>verdure di stagione</strong>, soprattutto quelle ricche di <strong>vitamina A</strong> (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull’organismo.</p>
<p>Non vanno infine trascurati piatti a base di <strong>legumi</strong> (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali.</p>
<p>Potete trovare tutti prodotti dal vostro agricobi di fiducia!   </p>
<hr />
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		<title>Insetti a tavola dal 2018</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/insetti-a-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 23:40:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=13068</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vermi fritti al posto delle patatine? Dal 1 Gennaio sono permessi gli insetti a tavola: ma la maggioranza degli italiani dice no.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h1>Insetti a tavola dal 2018</h1>
<p>Il <strong>1 Gennaio 2018</strong> è entrato in vigore il nuovo regolamento dell’Unione Europea sui &#8220;<strong>Novel food</strong>&#8220;: sarà permesso in <strong>Italia</strong> <strong>produrre</strong> e <strong>vendere</strong> <strong>insetti interi</strong> di ogni genere: millepiedi cinesi, tarantole, vermi giganti, bachi da seta, farfalle, cimici d’acqua, scorpioni, scarabei, grilli e altri insetti riuniti sotto la dicitura di Novel food; si potranno acquistare anche prodotti che contengono insetti nel preparato come farina di grilli o pasta con farina di larve.</p>
<p>Lo ha reso noto la Coldiretti in occasione del <strong>Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione</strong> dove è stata apparecchiata la tavola di ricette che hanno coniugato la tradizione della cucina italiana con i nuovi e insoliti ingredienti, come la pasta all&#8217;uovo condita con i grilli ed vermi giganti della Thailandia.</p>
<h5>Insetti a tavola, perchè?</h5>
<p>Già da alcuni anni, le industrie alimentari sono concentrate nella ricerca di <strong>fonti alternative</strong> di proteine ad alto valore biologico o caratterizzate da un profilo amminoacidico tale da poter compensare quello degli alimenti a basso costo ed ampio consumo (ad es. il frumento o il riso o il mais).<br />
I prodotti considerati più <strong>innovativi</strong> sono la soia (ed altri legumi), le alghe, la canola, alcuni pseudo cereali (amaranto, quinoa ecc.) e, per l&#8217;appunto, gli <strong>insetti</strong>.<br />
Ad oggi, esistono già delle vere e proprie aziende che si occupano di produzione, vendita all&#8217;ingrosso e impiego alimentare di insetti per l&#8217;uomo. Certo, in oriente, dove gli insetti costituiscono buona parte dell&#8217;alimentazione consuetudinaria, la vendita di queste piccole creature “in scatola” o “in busta” non sarebbe poi così strana. Tuttavia, di recente, questo settore ha trovato un notevole interesse anche sul continente americano, dove certi prodotti si stanno espandendo a macchia d&#8217;olio.</p>
<h5>I prodotti in arrivo, la FAO promuove</h5>
<p>Di fatto sono circa <strong>2 mila</strong> le specie di insetti che sono considerate commestibili; il loro utilizzo in cucina è fortemente promosso dalla <strong>Fao</strong>, l&#8217;organizzazione Onu per l&#8217;alimentazione e l&#8217;agricoltura, secondo la quale il consumo di questi animali sarebbe un valido alleato <strong>contro la fame nel mondo</strong>.<br />
Sono già <strong>2 miliardi</strong> le persone che li mangiano e che assicurano che il <strong>sapore</strong>degli insetti non sia niente male, ma che anzi somigli a quello di animali come il pollo e il tacchino.<br />
Ecco alcuni dei prodotti, esposti in anteprima al Forum, in arrivo sulle nostre tavole: pasta all&#8217;uovo artigianale ai grilli, millepiedi cinesi arrostiti al forno per renderli croccanti e poi affumicati, tarantole arrostite senza conservanti né coloranti dal Laos, vermi giganti della farina dalla Thailandia, che sono arrostiti e dicono che abbiano un gusto simile alle patatine con un leggero aroma di pollo.<br />
Ma ci sono anche il baco da seta all&#8217;americana, ritenuta la vera &#8220;star&#8221; degli insetti commestibili, le farfalle delle palme dalla Guyana francese fritte e condite, le cimici d&#8217;acqua Thailandesi, ricche di fibre, proteine e vitamine e gli &#8220;aperinsetti: vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino &#8220;made in Belgio&#8221;, magari da mandare giù con un sorso di vodka con bachi da seta.</p>
<h5>I valori nutrizionali degli insetti</h5>
<p>Gli <strong>insetti</strong> contengono tra il 57 il 75 % di <strong>acqua</strong>: quelli con un minore contenuto di acqua hanno in linea di massima un maggiore contenuto di <strong>grassi</strong>. Il <strong>contenuto proteico</strong> può variare tra il 14 % e il 24 %.<br />
Il contenuto di grassi varia molto a seconda dell?&#8217;insetto, di norma le femmine degli insetti hanno un contenuto maggiore di grasso rispetto ai maschi.</p>
<p>Anche contenuto di <strong>fibre</strong> può variare in modo significativo negli insetti, gli insetti molli contengono molte meno fibre rispetto agli insetti duri come i coleotteri.</p>
<p>Gli insetti sono inoltre molto ricchi di molte <strong>sostanze nutritive</strong>, in particolare di <strong>proteine/amminoacidi</strong>, la maggior parte dei <strong>minerali</strong> e la maggior parte delle <strong>vitamine B</strong>.</p>
<h5>Ma gli italiani, dicono no</h5>
<p>L’Italia non sarebbe ancora pronta soprattutto per la messa in pratica della nuova normativa; infatti ci sono diversi problemi da affrontare, in primis la <strong>salute</strong> dei consumatori e la <strong>sicurezza</strong> alimentare di questi nuovi cibi che dovranno essere super controllati dato che, nella maggior parte dei casi, arriveranno da paesi come Cina e Thailandia non proprio in cima alle classifiche per quanto riguarda l’igiene e la trasparenza delle filiere alimentari. Poi, vi è il problema dell’<strong>etichettatura</strong> che dovrà fornire indicazioni chiare e precise su ciò che si sta acquistando e la provenienza della produzione.</p>
<p>Inoltre dall’Italia <strong>nessuno</strong> ha ancora chiesto alla Commissione Europea il <strong>nulla osta</strong>, obbligatorio, per commercializzare <strong>insetti commestibili</strong> e con tutte le garanzie di sicurezza. Lo fa sapere il ministero della Salute.</p>
<p>Tutto ciò, probabilmente, è perchè vede <strong>contrari</strong> ben il <strong>54% degli italiani</strong>, secondo una indagine Coldiretti/Ixè; pochissimi, in particolare, i favorevoli alla possibilità di mangiare insetti interi.<br />
Maggiore disponibilità si è invece riscontrata al consumo di prodotti che contengono insetti nel preparato (come ad esempio farina di grilli o pasta con farina di larve).</p>
<hr />
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		<title>L&#8217;Italia patrimonio agroalimentare</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/italia-patrimonio-agroalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 22:22:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=13053</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con ben 5047 specialità alimentari tradizionali, l'Italia detiene il record mondiale per varietà e ampiezza del patrimonio agroalimentare.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h1>L&#8217;Italia patrimonio agroalimentare</h1>
<h5>Il record mondiale</h5>
<p>Il <strong>2018</strong> è l&#8217;anno del <strong>cibo italiano</strong> nel <strong>mondo</strong>: come emerge dallo studio della Coldiretti, con ben <strong>5047 specialità</strong> alimentari <strong>tradizionali</strong>, l&#8217;<strong>Italia </strong>detiene così il <strong>record mondiale</strong> per varietà e ampiezza del <strong>patrimonio agroalimentare</strong>.</p>
<p>Sul podio delle &#8220;bandiere del gusto&#8221; troviamo la Campania con 515 specialità, seguita dalla Toscana (461) e dal Lazio (409); anche il <strong>Piemonte</strong> è un territorio ricco e riconoscibile con ben 338 specialità.</p>
<p><strong>Ma non dimentichiamoci del primato dei prodotti a denominazione d&#8217;origine</strong><br />
Come ricorda il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, il primato nei prodotti tradizionali si aggiunge a quello dei prodotti a denominazione di origine (<strong>Dop/Igp</strong>) riconosciuti dall&#8217;<strong>Unione Europea</strong>, che hanno raggiunto quota 292, e ai 523 vini italiani <strong>Docg</strong>, <strong>Doc</strong> e <strong>Igt</strong>.</p>
<h5>L&#8217;Italia vista dall&#8217;estero</h5>
<p>Uno straniero su 4 riconosce riconosce nell<strong>&#8216;Italia</strong> il <strong>Paese della buona cucina,</strong> rendendola ormai una <strong>primaria motivazione di viaggio</strong> in Italia.<br />
Circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza in Italia è destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.</p>
<h5>La nostra eccellenza in campo agricolo</h5>
<p>Nei nostri punti vendita <strong>Agricobi<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> si trovano aziende agricole e artigianali del Territorio, selezionate da <strong>COBI Farm</strong>, per garantirvi e per portare sulle vostre tavole i <strong>prodotti migliori</strong> (non solo in ambito <strong>orto-frutta</strong>, ma anche <strong>vin</strong>i e <strong>formaggi</strong>) sia locali che nazionali, privilegiando un’alimentazione sana e consapevole.   </p>
<hr />
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		<title>L&#8217;agricoltura e i giovani</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/agricoltura-e-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Cobi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2018 22:32:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=13035</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'agricoltura e i giovani: aumentano le imprese Under 35 ed è boom per la vendita diretta dell’agricoltore di prodotti a km zero, ma non solo!</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper">
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	<h1>L&#8217;agricoltura e i giovani</h1>
<p>I <strong>giovani</strong> hanno capito, che l’Italia per <strong>crescere</strong>, deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale, come, il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina.</p>
<h5>Il bilancio</h5>
<p>E&#8217; <strong>positivo</strong> il bilancio per le <strong>giovani imprese</strong> nell’agricoltura: crescono di numero, risollevano territori, rilanciano o inventano produzioni e <strong>creano occupazione</strong>, soprattutto al Sud.</p>
<h5>Non solo numeri</h5>
<p>Lo afferma Coldiretti:<br />
Cresce del <strong>7%</strong>, il numero di imprese agricole ed alimentari condotte da giovani <strong>under 35</strong>, che vedono nel cibo <strong>Made in Italy</strong> nuove e interessanti prospettive di futuro: dai campi alla tavola.</p>
<p>L’Italia é <strong>leader in Europa</strong> per il numero di giovani che si sono rivolti al mercato dell’agricoltura, rivoluzionando il lavoro della campagna, dove ad oggi il <strong>70%</strong> delle imprese corrisponde agli under 35.<br />
Aziende Agricole che si occupano sia della trasformazione del prodotto sia della vendita.<br />
Sottolineiamo anche un altro argomento molto importante: l’<strong>agricoltura sociale</strong>, che prevede da un punto di vista della persona: inserimento dei disabili, detenuti e tossicodipendenti, invece per quanto riguarda l’ambiente: la cura di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la produzione di energie rinnovabili.</p>
<h6><strong>Ed è boom per la vendita diretta dell’agricoltore.</strong></h6>
<p>Vale anche per <strong>CobiFarm</strong>, che sta registrando un <strong>boom di richieste</strong> negli ultimi mesi per il <strong>Franchising agricolo</strong> (dove si denota sia l&#8217;insorgenza di nuove aziende agricole da parte dei giovani, sia la richiesta di aprire nuovi punti vendita agricobi), con prodotti derivanti solo da aziende agricole, principalmente del territorio piemontese, ma non solo anche altre aziende artigianali che forniscono prodotti salutari e di cui si può conoscere l&#8217;origine.<br />
Il tutto gestito con la politica del &#8220;<strong>dal produttore al consumatore</strong>&#8221; tagliando tutti i passaggi intermedi, portando cosi sulle vostre tavole solo i prodotti migliori.</p>
<p>Sei interessato al franchising agricolo nostro?<br />
<a href="https://www.cobi-farm.it/aprire-un-agricobi/"><strong>Visita la nostra pagina</strong></a> o contattaci per avere più informazioni.</p>
<p>Guarda anche la nostra <a href="http://cobi-farm.it/test/rassegna-stampa/">rassegna stampa</a></p>
<h5>Un oscar per i giovani</h5>
<p>Questi giovani creativi vanno <strong>premiati</strong>. Per loro infatti, Coldiretti ha inventato gli <strong>Oscar Green</strong>.<br />
Sono riconoscimenti ambiti per chi crea un prodotto di successo, si distingue per qualità della produzione, ma anche per l’impatto sul mercato delle scelte di comunicazione di servizio.<br />
Un Oscar, che garantisce <strong>visibilità</strong> sui media.</p>
<h5>E poi c&#8217;è campagna amica</h5>
<p>C&#8217;è anche <strong>Campagna Amica</strong> (<a href="https://www.campagnamica.it" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">www.campagnamica.it</a>), fondazione nata nel 2008 per valorizzare l’agricoltura italiana, che aiuta i giovani agricoltori.<br />
Si cela dietro ad essa un circuito di 10.000 fattorie, 1.154 mercati e 175 botteghe, a cui si aggiungono 500 ristoranti, 220 orti urbani e 40 punti Street food, dove arrivano prodotti coltivati su circa 200.000 ettari di terreno.</p>
<hr />
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		<title>Il sacchetto del contadino</title>
		<link>https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/sacchetto-del-contadino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jan 2018 22:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News Agricobi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://cobi-farm.it/test/?p=12976</guid>

					<description><![CDATA[<p>Addio plastica nei supermercati, a partire dal 1° gennaio 2018 i sacchetti per imbustare frutta e verdura sono solo bio e a pagamento. Da noi le cose non cambiano invece!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.cobi-farm.it/news-agricobi/sacchetto-del-contadino/">Il sacchetto del contadino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.cobi-farm.it">COBI Farm®</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<br />
<h1>Il sacchetto del Contadino</h1>
<h5>Il sacchetto del supermercato</h5>
<p><strong>Addio plastica nei supermercati</strong>, a partire dal<strong> 1° gennaio 2018</strong> i sacchetti per imbustare frutta e verdura sono solo bio e a pagamento, il famoso Sacchetto del supermercato nei reparti ortofrutta.</p>
<p>È ormai entrata in vigore la nuova <strong>tassa sulla spesa</strong>, che costringerà i consumatori a sborsare dai <strong>2 ai 10 centesimi per ognuno dei sacchetti</strong> utilizzati per imballare gli alimenti freschi al supermercato e in molti parlano già di una nuova tassa sulla spesa, perché parte del ricavo verrà poi versato dagli esercenti allo <strong>Stato</strong> in forma di Iva e imposta sul reddito.</p>
<p>La novità che ha più sorpreso i lettori è che a partire dallo scorso 1° gennaio 2018 non è più possibile portare <strong>buste della spesa da casa</strong>, o almeno non per imbustare gli <strong>alimenti</strong> all’interno del <strong>supermercato</strong>.<br />
Una palese contraddizione, se si pensa che uno degli obiettivi della <strong>nuova legge</strong> è ridurre il consumo di plastica e <strong>tutelare l’ambiente</strong>.</p>
<h5>il sacchetto del tuo contadino</h5>
<p><strong>Come ci comportiamo noi del franchising COBI Farm nei nostri negozi agricobi?</strong></p>
<p>A proposito di <strong>sacchetti</strong>, <strong>biodegradabili</strong>, <strong>ortofrutta</strong> e del tuo <strong>contadino</strong> di <strong>fiducia</strong> nel tuo <strong>quartiere</strong> con prodotti d&#8217;<strong>eccellenza</strong> <strong>agricola;</strong> i nostri sacchetti per prodotti singoli sono di <strong>carta</strong> e <strong>gratuiti</strong>, l&#8217;unica cosa che sarà in vendita, secondo normativa vigente, sarà la busta finale per il trasporto che è in <strong>MATER-BI</strong> bianco, con una innovativa <strong>vernice ad acqua</strong>, all&#8217;avanguardia, iper <strong>ecologico</strong> e <strong>compostabile</strong>.</p>
<p>Lo erano ieri, lo saranno domani, oltre a buste di <strong>carta</strong> e delle <strong>nuove</strong> shopper ri- usabili in <strong>cotone</strong>.</p>
<h2><a href="http://cobi-farm.it/test/punti-vendita/"><strong>trova il negozio più vicino a te!</strong></a></h2>
<h5>Sacchetti di plastica, un pò di chiarezza</h5>
<p>La legge che ci costringerà a pagare anche i sacchetti per la frutta e per la verdura nei supermercati recepisce una direttiva europea (la 270 del 2015) ed evita all’Italia una procedura di infrazione.</p>
<p><strong>La direttiva, all&#8217;articolo 1, comma 2, riporta:</strong></p>
<blockquote><p>Le misure adottate dagli Stati membri includono l&#8217;una o l&#8217;altra delle seguente opzioni o entrambe:<br />
a) adozione di misure atte ad assicurare che il livello di utilizzo annuale non superi 90 borse di plastica di materiale leggero pro capite entro il 31 dicembre 2019 e 40 borse di plastica di materiale leggero pro capite entro il 31 dicembre 2025 o obiettivi equivalenti in peso. Le borse di plastica in materiale ultraleggero possono essere escluse dagli obiettivi di utilizzo nazionali;<br />
b) assicurare che, entro il 31 dicembre 2018, le borse di plastica in materiale leggero non siano fornite gratuitamente nei punti vendita di merci o prodotti, salvo che siano attuati altri strumenti di pari efficacia. Le borse di plastica in materiale ultraleggero possono essere escluse da tali misure.</p></blockquote>
<p>Da più parti si sottolinea che l&#8217;<strong>obbligo</strong> non è contenuto nella direttiva, che permetteva di escludere i sacchetti ultraleggeri (quelli usati per frutta e verdura). È vero che la norma è stata recepita dall&#8217;Italia in maniera più stringente.</p>
<h5>Una possibile causa</h5>
<p>Un fattore che potrebbe avere spinto in questa direzione sono i <strong>vecchi sacchetti di plastica</strong>, che venivano riutilizzati per l’<strong>umido</strong> e finivano nel <strong>compost</strong> che poi risultava inutilizzabile in <strong>agricoltura</strong> a causa dell’alta percentuale di polimeri presente nel terriccio, risultato della fermentazione dell’umido.</p>
<h5>Ma quali sono le verità ?</h5>
<p><strong>&#8211; Non si possono riutilizzare: FALSO</strong><br />
I sacchetti bio distribuiti nei supermercati sono monouso, questo è vero, per motivi igienici.<br />
Ma non è vero che non serviranno più: essendo infatti biodegradabili potranno essere usati come sacchetti per l&#8217;umido, facendo risparmiare il costo del loro acquisto.</p>
<p><strong>&#8211; Mettere gli scontrini su ogni frutto fa risparmiare il costo: FALSO</strong><br />
Questa soluzione che sta spopolando in rete non serve affatto a far risparmiare il costo.<br />
Anche la precedente bustina di plastica era compresa nel prezzo della<br />
frutta e verdura, solo che non era scritto sullo scontrino come invece prevede ora la norma. Inoltre la busta di fatto viene pagata anche a fine ciclo, visto che deve essere raccolta, lavorata e, se va bene, riciclata.<br />
Il supermercato ha sempre pagato i sacchetti e quindi tale costo era<br />
comunque a nostro carico, anche se non esplicitato.<br />
Potrebbe quindi avere l&#8217;effetto positivo di ridurre i rifiuti e potrebbe favorire una filiera di produzione più corta, magari interna all&#8217;Italia.</p>
<p><strong>&#8211; É una tassa sulla spesa. FALSO, almeno detto così</strong><br />
Il <strong>Codacons</strong> parla di una “tassa sulla spesa” ma non è però esattamente così.<br />
Semmai è una tassa sui rifiuti e, se serve a ridurne la produzione, in realtà l&#8217;effetto è realmente a favore dell&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>&#8211; Non ci sono alternative. NON DEL TUTTO VERO</strong><br />
Alcuni supermercati stanno offrendo gratuitamente le buste di carta, anche queste riciclabili.</p>
<p><strong>&#8211; Nessun incentivo. VERO</strong><br />
La legge manca effettivamente della &#8220;promozione dell&#8217;accettabilità&#8221;, sia verso i consumatori, ma anche verso chi la deve<br />
rendere operativa (qui, i distributori) che si sono dovuti adeguare subito, senza incentivi.</p>
<h5>Quindi?</h5>
<p>Un vero &#8220;<strong>escamotage</strong>&#8220;?<br />
Rifornirsi nel proprio quartiere,  dal vostro contadino di fiducia.<br />
<a href="http://cobi-farm.it/test/punti-vendita/"><strong>Passate a trovarci !</strong></a>   </p>
<hr />
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