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Lavoro, nel 2018 è boom giovani agricoltori

Cresce sempre di più il numero di imprese agricole italiane condotte da under 35 che vedono nel cibo Made in Italy nuove e interessanti prospettive di futuro dai campi alla tavola, portando l’Italia al vertice in Europa per numero di aziende condotte da giovani.

I GIOVANI, RISULTATI SOPRA LA MEDIA

I giovani, prima e meglio di altri, hanno capito che l’Italia per crescere deve puntare su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina e che hanno permesso all’export agroalimentare italiano di toccare la storica soglia di 41 miliardi di euro nell’ultimo anno.
Il risultato è che le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più.
La presenza degli under 35, inoltre, ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna dove il 70% delle imprese giovani opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

IL BILANCIO E’ POSITIVO

Nello scorso anno in Italia sono nate circa 300 imprese giovanili al giorno lungo tutta la penisola (circa 110mila), pari al 30,5% di tutte le imprese iscritte nel 2017. Roma (8.276), Napoli (7.073), Milano (5.594) e Torino (3.312) i territori con il maggior numero di imprese giovani iscritte nel 2017, ma sono al Centro Sud i territori dove i giovani pesano di più sul totale delle nuove imprese, Nuoro (44%), Crotone (42,2%), Reggio Calabria (41,9%), Vibo Valentia (41,1%) ed Enna (41%).
Bilancio dunque positivo per le imprese giovani in agricoltura: crescono, risollevano territori, rilanciano o inventano produzioni.
E creano occupazione, soprattutto al Sud.

In Italia, insomma, l’agricoltura attrae i giovani.

I GIOVANI E LE START UP

Negli ultimi 15 anni l’agricoltura italiana è cambiata tantissimo, grazie alla tecnologia e all’innovazione delle startup: i giovani sono i veri protagonisti di questo cambiamento.
A proposito di startup e giovani, di seguito una sintesi di 7 storie in cui l’originalità e creatività fanno la differenza.

1) Bernardino Nardelli, 32 anni, ha creato una salsa ketchup naturale e l’ha esportata anche negli States. Il suo motto? Gli italiani lo fanno meglio.

2) Mariangela Stoppini, 28 anni, “agripasticciera”, propone kit a base di nocciole per realizzare in casa piatti dolci e salati. Vuole creare un polo della nocciola in Umbria.

3) Francesco Rizzo, 30 anni, e Antonio Braico, 35 anni, hanno trasformato le loro clementine calabre in snack da distributore delle merende.

4) Marika Socci, 31 anni, dopo un licenziamento, si è messa a produrre un vino speciale con grappoli ghiacciati.

5) Giuseppe Giaccio, 32 anni, trasforma la mela annurca in un ingrediente per l’industria nutraceutica, anticolesterolo e anticaduta capelli.

6) Francesco Lipari, 37 anni, ha creato un orto interattivo e musicale, che reagisce alle emozioni di chi lo visita e agli stimoli esterni.

7) Gaetano Carboni, 40 anni, ha creato nella sua azienda agricola un centro culturale e artistico. C’è persino una radio contadina, che trasmette tra i rami di un albero.


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