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PATATE

PROPRIETÀ E CARATTERISTICHE

La patata (Solanum tuberosum L.) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanaceae, i cui tuberi prodotti si chiamano a loro volta patate.

Le patate sono ricche di vitamina C e di amido, inoltre contengono potassio, carboidrati complessi, altre vitamine (P, K, B1, B2 e B6) e tracce di tiamina, riboflavina, folati, niacina, magnesio, fosforo, ferro, zinco.
Mediamente, le patate contengono tra il doppio ed il quadruplo delle calorierispetto alle verdure comuni, ed il 50% in più dell’energia rispetto ai frutti dolci più calorici.

Le patate sono assieme alle cipolle l’alimento con le quantità più significative di selenio e litio; la presenza di solanina (tossina naturale) può rendere la patata dannosa e poco digeribile per l’uomo (ma niente di preoccupante).

Diverse sono le qualità di patata che nel mondo si differenziano per forma, consistenza e colore; tra le varietà più conosciute e consumate nelle cucine italiane, puoi trovare:

  • la gialla piemontese, particolarmente farinosa e piuttosto adatta per alcuni piatti (come gli gnocchi di patate),
  • la gialla francese, da preferire per la sua consistenza soda se si scelgono le patate fritte o bollite,
  • la bianca, farinosa e ideale per il purè,
  • la novella, più tenera e con buccia più fine (che va grattata).

Le patate sono commestibili solo cotte; crude, soprattutto mal conservate (germogliate) e con la buccia, oltre a risultare indigeste, possono appunto contenere livelli “fastidiosi” di solanina .
I metodi di cottura prediletti sono: lessate, al vapore, arrosto e fritte.

STORIA

La patata è un tubero che nasce in America centrale nel II millennio a.C ; giunse in Europa intorno alla metà del XVI secolo, i primi europei a conoscere la patata furono i conquistadores spagnoli del Perù verso il 1537, un po’ più tardi nei Paesi Bassi e in Italia, in Inghilterra nel 1588 (portatavi da Walter Raleigh), in Germania alla fine del secolo.
La diffusione della coltivazione fu però lenta, influenzata da una diffidenza nei confronti di ciò che “cresce sottoterra“: l’aspetto del tubero, deforme e irregolare, agli occhi degli europei di allora appariva strano e antiestetico, e alcuni erboristi suggerirono che potesse provocare la lebbra; la patata inoltre non era citata nella Bibbia, e secondo alcuni religiosi ciò significava che Dio non intendeva che gli uomini se ne cibassero, associata perfino alla stregoneria e al demonio.
La patata si affermò soltanto a partire dalla metà del XVIII secolo, quando il rapido incremento della popolazione in Europa, con l’aumento delle necessità di cibo, rese necessaria l’adozione di coltivazioni, come la patata e il mais, che avevano un rendimento maggiore rispetto ai cereali; In Italia si cominciò a coltivare la patata nei primi anni dell’800, inizialmente nelle zone della Toscana e del Veneto, poi nell’Emilia-Romagna e infine nelle zone meridionali.

CURIOSITÀ

A inventare le patatine fu George Crum,uno chef indo-americano, in una sera d’estate del 1853, per fare un dispetto a un cliente troppo esigente del ristorante di lusso dove lavorava.
Quella sera, Cornelius Vanderbilt, magnate delle ferrovie, aveva rimandato indietro per ben tre volte un piatto di “french fries” (quelle tipiche dei fast food di oggi, il cui nome deriva dall’essere cotte alla francese, cioè profondamente fritte e salate) perché non erano abbastanza sottili per il suo palato.
Esasperato, Crum decise allora di vendicarsi: tagliò le patate in fette sottilissime, in modo che, una volta fritte, sarebbero state così dure da non poter essere mangiate. Almeno con la forchetta.
Non fu così: Vanderbilt rimase entusiasta della ricetta e il piatto divenne una specialità del ristorante.
Qualche anno dopo, Crum aprì un ristorante che offriva a ogni tavolo un cesto di patatine fritte. Ma non brevettò mai la ricetta.


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