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PIÙ SUCCO NELLE BIBITE ALL’ARANCIA: SI PASSA DAL 12 AL 20 %

Dopo 60 anni arriva lo stop alle aranciate senza arancia, con più frutta nelle bibite grazie all’entrata in vigore del provvedimento nazionale che innalza dal 12% al 20% il contenuto di succo d’arancia delle bevande analcoliche prodotte in Italia e vendute con il nome dell’arancia a succo.

PIU’ ARANCE, ETTARI DI AGRUMETI SALVI

L’aumento della percentuale di frutta nelle bibite andrà a salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani; questo aumento corrisponde all’utilizzo di 200 milioni di chili in più di arance all’anno con effetti positivi sia dal punto di vista paesaggistico, in cui una pianta di arance su tre (31%) è scomparsa in Italia negli ultimi quindici anni, sia per i redditi dei produttori, che sono andati a picco.

PIU’ QUALITA’ NELL’ALIMENTAZIONE

Importante è anche l’aspetto salutistico : l’aumento della percentuale di succo di frutta nelle bibite va a migliorare concretamente la qualità dell’alimentazione, tutelando così la salute dei consumatori adeguandosi ad un contesto programmatico europeo che tende a promuovere una alimentazione più sana ed a diffondere corretti stili alimentari.
Alcuni studi hanno inoltre posto in evidenza che una bevanda con il 20% di succo di arancia aiuti a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina C e la sua assunzione veicola un variegato mix di sostanze fitochimiche che possono incidere positivamente sulle difese del sistema immunitario.

Con la nuova norma si contribuisce infine ad offrire il giusto riconoscimento alle bevande di maggior qualità riducendo l’utilizzo di aromi artificiali e soprattutto di zucchero la cui elevata concentrazione potrebbe essere utilizzata per sopperire alla minore qualità dei prodotti.


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