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2018, al via l’anno del cibo italiano nel mondo

A tre anni dall’Expo e a pochi mesi dall’apertura di Fico il cibo torna protagonista in Italia.
I Ministeri delle politiche agricole alimentari e forestali e dei beni culturali e del turismo comunicano che i ministri Dario Franceschini e Maurizio Martina hanno proclamato il 2018 Anno nazionale del cibo italiano.

VALORIZZARE L’ENOGRASTRONOMIA, PATRIMONIO ITALIANO
Da gennaio hanno preso il via manifestazioni, iniziative, eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica dell’Italia.
Si punterà sulla valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente; sarà inoltre l’occasione per il sostegno alla candidatura già avviata per il Prosecco e la nuova legata all’Amatriciana.
Allo stesso tempo, saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la promozione delle filiere e ci sarà un focus specifico per la lotta agli sprechi alimentari, argomento da noi trattato nel precedente articolo.
Lo stretto legame tra cibo, arte e paesaggio sarà inoltre il cuore della strategia di promozione turistica che verrà portata avanti durante tutto il 2018attraverso l’Enit e la rete delle ambasciate italiane nel mondo e permetterà di evidenziare come il patrimonio enogastronomico faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana.

LE SPECIALITA’ TRADIZIONALI

L’Italia, con ben 5047 specialità alimentari tradizionali censite sul territorio nazionale in Italia, detiene il record mondiale per varietà e ampiezza del patrimonio agroalimentare.
Per quanto riguarda le varie categorie si tratta di 1.521 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.424 verdure fresche e lavorate, 791 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 497 formaggi, 253 piatti composti o prodotti della gastronomia, 147 bevande tra analcoliche, birra, liquori e distillati, 167 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 159 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei.
E’ stato possibile far tornare tutto ciò sulle tavole degli italiani grazie anche alla rete di vendita diretta dei mercati, delle fattorie e degli agriturismi.

L’etichettatura di pasta e sugo di pomodoro ci dirà cosa mangiamo veramente
Ma c’è un’altra grande novità per la tavola del Made in Italy per il 2018 cioè l’entrata in vigore dell’etichettatura d’origine per la pasta; si tratta di un provvedimento per garantire maggiore trasparenza negli acquisti ai consumatori in una situazione in cui un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero.
Da febbraio 2018 scatterà anche l’etichettatura d’origine anche per il riso, con l’Italia che è il principale paese produttore in Europa ma è invasa da produzioni asiatiche con minori garanzie di sicurezza alimentare.
E nel 2018 si attende, infine, l’etichettatura d’origine di tutti i derivati del pomodoro, dalle passate alle polpe, dalle salse a tutti i derivati, dopo che nel 2017 decine di milioni di chili di concentrato di pomodoro cinese sono arrivati in Italia senza indicazione in etichetta.

IL CIBO ITALIANO NEL MONDO

Ma l’anno del cibo italiano è anche un’occasione importante per fare un grande investimento per l’immagine del nostro Paese nel mondo; grazie alla collaborazione dei ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, l’Italia potrà promuoversi anche all’estero in maniera integrata e intelligente valorizzando l’intreccio tra cibo, arte e paesaggio, che è sicuramente uno degli elementi distintivi dell’identità italiana.
Inoltre, il progetto si propone di sostenere la candidatura già avviata per il riconoscimento Unesco di altre due grandi eccellenze made in Italy, il Prosecco e l’Amatriciana.

L’Italia è l’unico Paese al mondo che può contare su un patrimonio di antiche produzioni agroalimentari tramandate da generazioni in un territorio unico per storia, arte e paesaggio che sono le principali leve di attrazione turistica.

In generale, verrà promosso il turismo agroalimentare, per favorire la conoscenza della storia delle produzioni agricole tipiche locali, in stretta connessione con quella del territorio da cui esse traggono le proprie caratteristiche peculiari, sfruttando anche le potenzialità di diffusione della rete di vendita diretta dei prodotti agricoli ed agroalimentari .
Uno spazio viene dato anche alla realizzazione di percorsi turistici e didattici, compresi itinerari pedonali, ciclabili, equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari, appositamente segnalati e pubblicizzati per far conoscere ai turisti italiani e stranieri luoghi ed aree legati a produzioni agroalimentari tipiche e storicamente radicate nella tradizione italiana.


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